Corso Yoga 2017-2018

Yoga e Distacco

Forse non ce ne rendiamo conto, mail distacco fa parte di noi, della nostra vita.

Sebbene abbia quasi sempre un connotato negativo, con il distacco conviviamo. Anzi la nostra esistenza scorre da un distacco ad un altro.

Cominciamo nascendo, quando ci distacchiamo dal comodo e accogliente ventre della madre che ci ha tenuto in grembo per i primi mesi della nostra esistenza.

Poi, se ci va bene, ci attacchiamo al suo seno per succhiare il latte e poi ce ne dobbiamo staccare cambiando l’alimentazione.

Distacco dai genitori per andare alla scuola materna… uffa… a cosa serve… stiamo tanto bene con loro…

Ci facciamo amici, ci affezioniamo alle maestre che poi dovremo lasciare per la scuola primaria… poi la secondaria…

Cresciamo e ci stacchiamo dalla famiglia per formarne una nuova.

Quando arrivano i figli, prima o poi li dobbiamo lasciare andare per la loro strada.

Poi, dai genitori che pian piano, invecchiando, se ne vanno…

Distacco dalla paura della morte e dalla paura di morire…

Una serie di distacchi che può essere infinita. E ciascuna di esse lascia una piccola o grande cicatrice.

Ma allora, che cos’è il Distacco, come dobbiamo imparare a viverlo?

In genere il distacco avviene per migliorarci, per rinforzarci, per farci crescere ed è giusto (e doveroso talvolta) distaccarci.

Questo è un aspetto positivo che spesso fatichiamo a riconoscere.

D’acchito prevale la negatività, la tristezza, l’amarezza per quello che apparentemente stiamo perdendo con il distacco. Che il più delle volte è la sicurezza determinata dal noto, dal conosciuto.

La nuova avventura verso cose o situazioni nuove crea stress da adattamento che non sempre accogliamo positivamente, anzi, vorremmo volentieri evitarlo.

Cosa ci dice lo yoga in proposito?

Ci parla di Vairagya, di distacco, come “assenza di desiderio”. Non è apatia. È l’imparare a vivere senza lasciarsi sopraffare dagli avvenimenti. Senza preoccuparci dei frutti delle nostre azioni (Bhagavad gītā).

Attraverso l’immobilità degli asana, con il controllo del respiro e dell’attenzione focalizzata, lo yoga ci insegna a realizzare sempre più profondamente il distacco dall’attività dei sensi e dalla mente che ci legano continuamente al mondo.

Un mondo impermanente, in continuo cambiamento, in continua evoluzione.

La presa di coscienza che tutto è impermanente, ci aiuta, ci sostiene nel dare il giusto peso a tutti quei piccoli distacchi che nulla sono a confronto con l vero distacco che dobbiamo perseguire: quello dalla mondanità, dalle cose materiali, per rivolgerci con serenità alla Realtà assoluta che ci sovrasta, che ci ha creati e ce, se le lasciamo spazio, si lascia intravvedere.

Om shanti,

Enrico

Volantino corso 2017-2018

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